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Come preparare correttamente il dente prima del cemento autoadesivo: smear layer, smalto e dentina

I cementi autoadesivi non sono una panacea — senza una preparazione mirata della superficie dentale resterete ben al di sotto del loro potenziale.


Cicero Team21 maggio 20264 min read
dentist drying a prepared tooth stump with air syringe prior to crown cementation
00Cicero · 2026

I cementi autoadesivi promettono rapidità e semplicità — niente mordenzatura, niente primer, basta miscelare e cementare. Nella pratica, però, funziona solo se sapete esattamente di cosa quel cemento ha bisogno dalla superficie del dente e cosa, al contrario, gli impedisce di lavorare.

01BasiCosa fa davvero un cemento autoadesivo

I cementi autoadesivi (tipicamente RelyX Unicem, MaxCem, SpeedCEM) contengono monomeri funzionali acidi — più spesso MDP o esteri fosforici — il cui compito è demineralizzare da soli la superficie dentale, penetrare nei tubuli dentinali e formare un legame chimico con l'idrossiapatite. Solo che questa capacità demineralizzante propria è limitata. La ricerca mostra ripetutamente che i cementi autoadesivi penetrano nella dentina solo molto superficialmente e rimuovono lo smear layer solo parzialmente.

In altre parole: il cemento ha bisogno di idrossiapatite a cui aggrapparsi. Se gli sbarrano la strada uno spesso strato di smear layer o una dentina troppo asciutta, il legame sarà debole — indipendentemente da ciò che promette il produttore.

02Smear layerNemico numero uno

Lo smear layer si forma a ogni preparazione. È uno strato vischioso di detriti dentinali frantumati, batteri e residui, che occlude i tubuli dentinali e blocca fisicamente l'accesso del cemento all'idrossiapatite. I cementi autoadesivi non sono in grado di rimuoverlo in modo affidabile da soli — lo conferma anche lo studio di Monticelli et al. del 2008, che ha evidenziato solo una minima penetrazione del cemento autoadesivo nella dentina in assenza di un trattamento preliminare della superficie.

La soluzione è semplice: una breve mordenzatura con acido fosforico. Ma attenzione — conta dove e per quanto tempo.

03ProtocolloSmalto e dentina non si mordenzano allo stesso modo

Qui sta il nocciolo della questione, ed è proprio qui che si sbaglia di più.

Lo smalto non viene praticamente mordenzato dal cemento autoadesivo da solo. Senza una mordenzatura preliminare con acido fosforico, il legame allo smalto è nettamente più debole rispetto a quello sulla dentina. Lo studio di Rohr et al. (2022) ha mostrato che RelyX Universal ha raggiunto sullo smalto la massima resistenza di legame proprio con la combinazione di mordenzatura selettiva dello smalto e primer. Lo smalto sopporta una mordenzatura standard di 15–30 secondi — è mineralizzato, resistente, e l'acido si limita ad aprirlo per la ritenzione meccanica.

La dentina è un'altra storia. Una mordenzatura con acido fosforico più lunga di 10–15 secondi sovra-mordenza la dentina — rimuove l'idrossiapatite troppo in profondità, espone la rete collagenica che senza un bonding agent collassa, e il legame risultante è peggiore di quanto sarebbe stato senza alcuna mordenzatura. Il cemento autoadesivo ha infatti bisogno che l'idrossiapatite sia presente in superficie per potersi legare chimicamente ad essa.

L'approccio corretto è la mordenzatura selettiva dello smalto — acido fosforico solo sullo smalto, 15–30 secondi, senza toccare la dentina. Se invece volete rimuovere lo smear layer dalla dentina conservando al tempo stesso l'idrossiapatite, esiste un compromesso: una mordenzatura della dentina molto breve, di 5–10 secondi. Un'esposizione così breve rimuove lo strato grossolano di smear layer ma non altera la struttura idrossiapatitica al punto da far perdere al cemento il suo punto di ancoraggio chimico. Hammal et al. (2021, PeerJ) hanno confermato che la mordenzatura della dentina con acido fosforico non ha effetto negativo sulla resistenza di legame del cemento MaxCem — al contrario, in alcuni cementi l'ha leggermente migliorata.

04AsciugaturaQuanto basta

E ora alla domanda per cui esiste tutto questo articolo: quanto va asciugato il dente prima di cementare la corona?

La risposta è leggermente umido, non bagnato, ma neppure troppo asciutto. I cementi autoadesivi hanno bisogno di una certa quantità di umidità affinché i loro monomeri acidi possano ionizzarsi e reagire con l'idrossiapatite. Una dentina troppo asciutta — tipicamente dopo un'aria aggressiva — fa collassare le fibre collagene e occlude i tubuli. Il cemento non ha allora dove penetrare.

In pratica: dopo aver risciacquato l'acido e asciugato lo smalto, lasciate la dentina solo leggermente umida. Un getto delicato d'aria per 1–2 secondi a maggiore distanza è sufficiente. La superficie deve apparire lucida-opaca — non bagnata, non bianca gessosa.

diagram comparing over-wet, ideally moist, and over-dried dentin surface before cementation
Corretta umidità della dentina: superficie lucida-opaca, né bagnata né troppo asciutta.

05SintesiI quattro passi che fanno la differenza

Un cemento autoadesivo fa un buon lavoro, a patto che gli prepariate le condizioni giuste:

  1. Rimuovete lo smear layer — breve mordenzatura della dentina (5–10 s) o almeno un risciacquo accurato.
  2. Mordenzate lo smalto in modo standard (15–30 s) — un cemento autoadesivo su smalto non mordenzato semplicemente non basta.
  3. Conservate l'idrossiapatite sulla dentina — non sovra-mordenzate, non asciugate eccessivamente.
  4. Lasciate la dentina leggermente umida — una superficie lucida-opaca è il segnale giusto.

I cementi autoadesivi sono uno strumento eccellente per una fissazione rapida e affidabile — ma solo se sapete di cosa hanno bisogno dalla superficie del dente. Il protocollo non è complicato. Basta conoscerlo.

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